Viaggio di istruzione alla NASA-ESA

 

Con alcuni colleghi dell' Istituto Tecnico Industriale G. Galilei, abbiamo vinto nell' anno scolastico 2001-2002 il concorso E-robot con il progetto di una fotocamera digitale telecontrollata via internet. Durante la cerimonia di premiazione gli astronauti hanno ufficialmente invitato la classe vincitrice a ricambiare la loro visita andando negli "States" a visitare i "santuari" tecnologici e ad approfondire parte di quanto studiato nel nostro Istituto Tecnico. Gli alunni dell' allora 4 A/E-I sono rimasti entusiasti e si sono adoperati con tutti i mezzi per partecipare al viaggio di istruzione.

La classe durante la premiazione del concorso E-ROBOT presso il Politeama di AR.

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  Una fase della presentazione del progetto

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Massimo Gallorini con i due Astronauti della NASA

 

Purtroppo gli eventi internazionali della guerra e l'esplosione in volo dello Shuttle hanno impedito il viaggio in America.

Riportiamo brevemente alcuni aspetti della precedente visita alla Nasa riferiti dall'accompagnatoree organizzatore prof. Gallorini:

" L'esperienza da me vissuta nel viaggio con l' IPSIA nel 1997 ( siamo la prima scuola italiana ad esser stata  ricevuta ufficialmente dalla NASA) ha prodotto dei risultati formativi  molto importanti e cosi riassumibili:

-acquisizione della consapevolezza che lo studio tecnico porti a mirabili risultati pratici in campo scientifico.

-apertura mentale nei confronti del mondo lavorativo anche all' estero. 

-approfondimento e completamento nelle conoscenze tecniche curriculari con visite ai centri spaziali ed eventualmente ad    alcune aziende .

A tal fine furono previste due attività preparatorie al viaggio: 

  1. Lezioni frontali di preparazione con particolare riferimento ai risultati formativi previsti.

  2. Quattro seminari di tre ore con i responsabili della Space Foundation per informazioni specifiche di tecnologia spaziale.

La difficoltà maggiore fu rappresentata dall'ottenimento dei finanziamenti necessari a coprire le spese non sostenibili dalle famiglie degli studenti.

Al rientro del viaggio furono fatte dagli insegnanti accompagnatori valutazioni relative alla qualità dello stesso e sarà richiesto ai ragazzi una relazione sull' esperienza vissuta. 

Memore di quella meravigliosa esperienza  ho deciso  comunque di ripeterla andando nel più prestigioso centro spaziale EUROPEO: l'ESA Estek in Olanda."

Alla fine del viaggio gli studenti hanno cosi relazionato:

VISITA ESA-ESTEC

" In data 9 maggio 2003 noi, come classe 5° A del corso elettronico informatico dell'Istituto Tecnico "Galileo Galilei" di Arezzo, ci siamo recati presso il centro spaziale europeo ESA Estec a Noordwyck in Olanda. La visita è iniziata con una presentazione del centro da parte della signorina Heidi. Questa si è svolta in lingua inglese, in quanto lingua "universale", in un centro in cui lavorano studiosi provenienti da tutta Europa.  

Vi era comunque a nostra disposizione  una traduttrice che ha spiegato alcune terminologie tecniche. La conferenza si è svolta con più relatori, che ci hanno esemplificato il ruolo dell'ESA nel lancio di satelliti in orbita e la loro politica.

Questo è stato molto importante per comprendere meglio quanto lo spazio entra a far parte della vita quotidiana senza che noi ce ne accorgiamo (navigatore GPS in macchina, telefoni satellitari, ecc.) e che ruolo ha l'ESTEC in tutto questo.

 

         Il gruppo di fronte al modulo spaziale

   Prof. M. Gallorini e il prof. Guidoni che ci ha   ricevuto                  Particolare del vettore Arianne

 

Successivamente a parlarci, in lingua italiana, è stato il notissimo astronauta italiano Umberto Guidoni. La classe era emozionantissima: non capita tutti i giorni di poter essere a contatto con simili personalità del mondo scientifico. Il prof. Guidoni si è mostrato molto disponibile verso la comitiva. Dopo alcune spiegazioni tecniche sulla stazione orbitante MIR ha risposto ad alcuni nostri quesiti in maniera chiara e comprensibile. Nella sala accanto erano esposti modelli di satelliti attualmente in orbita, e modelli in scala 1:1 che riproducevano l’interno di un modulo spaziale della stazione orbitante. È stato lo stesso Guidoni a fornirci le varie spiegazioni sul funzionamento e sull’utilità delle apparecchiature presenti.

Tutto questo è stato propedeutico alla visita vera e propria del centro. Qui abbiamo potuto ammirare gli ultimi progetti in fase di sviluppo, robot che si muovevano su una riproduzione della superficie marziana, camere di simulazione spaziale e tutto ciò che fino a quel momento avevamo potuto solo immaginare. Molti di noi sono rimasti colpiti dalla capsula di rientro, bruciata tutt’intorno per l’impatto con l’atmosfera. Ma più colpiti ancora per l’ottimo pranzo con un'ampia scelta e non, come qualcuno temeva, gallette disidratate per astronauti…

Ultima tappa al museo, in cui un responsabile ci ha illustrato la storia dei lanci spaziali soffermandosi in particolar modo sulle modalità di lancio dello shuttle. Dopo la visita il tempo a nostra disposizione terminava chiudendo una giornata certamente unica per degli studenti di un istituto tecnico.

Se la visita all’ ESA-ESTEC si può dire conclusa qui,  non altrettanto sarà questa esperienza,  che ha suscitato in noi molta emozione. Significativo è stato l’accesso al laboratorio, dove si sperimentavano mezzi in grado di muoversi sulla superficie di Marte; ci ha fatto capire che sono persone come noi in grado di poter consentire le prossime avventure spaziali. Proprio la visione dei laboratori ha fatto sorgere in noi la coscienza che i nostri studi elettronici ed informatici trovano grande attuazione pratica anche in un centro spaziale di grande importanza, come quello di Noordwyck. Il braccio meccanico che sostituisce l’opera degli astronauti (che così in futuro potranno evitare le pericolosissime e costosissime passeggiate spaziali) richiede obbligatoriamente l’impiego di profonde conoscenze elettroniche ed informatiche, utili alla coordinazione nei movimenti del braccio stesso. Importante è anche la conoscenza dell’informatica, utile alla creazione del software che permette,anche da terra, di poter comandare il braccio meccanico attraverso le tecnologie più all’avanguardia, come la realtà virtuale. 

Ci auspichiamo che i contatti, specialmente quelli con il laboratorio di robotica, possano essere portati avanti in quanto molto affini ai nostri studi.

La classe 5AEI e il professore

                                                                                                               

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