Tre Teche Interattive

Tre teche, già presenti presso il Museo dei Mezzi di Comunicazione, saranno dotate di impianti innovativi che provvedono all’illuminazione optoelettronica (a bassa tensione) priva di emissioni termiche, ultraviolette, infrarosse. Tale sistema è in grado di operare con sistemi interattivi audio facilmente registrabili, nella fattispecie sono sincronizzate con l’audio del Colofon.

Nelle tre teche interattive, vengono presentati gli strumenti principali delle scoperte galileiane. Di seguito troverete una breve sintesi di quanto descritto dall’audio digitale.

Il primo oggetto presentato è il compasso, nato dall’ esigenza di elaborare uno strumento universale che permettesse di eseguire agilmente calcoli aritmetici e operazioni geometriche. L’esigenza era sentita soprattutto in campo militare dove la tecnologia delle armi da fuoco richiedeva sempre più precise cognizioni matematiche. La sua invenzione, ha consentito di effettuare con estrema facilità ogni sorta di operazione aritmetica e geometrica: dal calcolo degli interessi all’estrazione delle radici quadrate e cubiche, dal disegno dei poligoni al calcolo di aree e volumi, dalla misura dei calibri al rilevamento del territorio.

Nella seconda teca, vediamo il famoso cannocchiale. Dall’Antichità fino al Cinquecento, gli strumenti per l’osservazione astronomica subirono minimi cambiamenti. A parte alcuni perfezionamenti dovuti a singoli astronomi, essi erano costituiti da telai girevoli muniti di scale graduate e di apposite mire. Questi strumenti attrezzavano i maggiori osservatori islamici e europei, e permettevano di determinare con precisione le posizioni degli astri. Nessuno poteva immaginare quali straordinarie novità sarebbero state svelate da uno strumento ottenuto inserendo due lenti da occhiali alle estremità di un tubo, è veramente fantastico costatare oggi come questo abbia effettivamente “aperto nuovi cieli”.

Continuando, possiamo ammirare la sfera armillare scelta per esemplificare parte delle scoperte di Galileo, riportate nel Nuncius, riguardo ai pianeti del nostro sistema solare. Una sfera armillare (nota anche come astrolabio sferico) è un modello della sfera celeste inventato da Eratostene nel 255 a.C. Le sfere armillari furono tra i primi apparati meccanici complessi. Il loro sviluppo portò a miglioramenti nelle tecniche e nella progettazione di tutti gli strumenti meccanici. Quella in mostra è una sfera armillare copernicana, con il sole al centro, realizzata in bronzo dorato, in Italia, nel XVII secolo.