.

  .

 

La Tentazione

Prigioniera... di se stessa

 

La Tentazione è un’opera che nasce da una lunga meditazione sull’illusoria realtà che si presenta all’uomo e ai suoi sensi. Lo spettatore si trova di fronte un vassoio con una mela rossa dall’aspetto molto invitante, pronta ad essere mangiata. Non si tratta, però, di un frutto reale e il malcapitato goloso che prova a staccarne uno spicchio in un primo momento sente il profumo della mela appena tagliata, ma presto si trova in mano un pezzo di marmo, bianco e asettico, che non contiene polpa e semi, ma imprigiona addirittura un serpente “travestito”, nella visione illusoria del frutto vero, da picciolo della mela.

Il serpente, simbolo della tentazione e del male biblico che nel Vecchio Testamento con una mela tenta Eva, simbolo dell’intera umanità, torna a tentare il visitatore, al quale la diabolica creatura sembra porgere con la sua testa uno spicchio del frutto proibito che, se preso, sprigiona nell’aria una fragranza irresistibile. Dopo un attimo, però, l’incantesimo finisce, la luce rossa che illuminava la mela e la rendeva così appetibile si spegne e la mostra per come è in realtà: un pezzo di marmo bianco e freddo, per quanto perfetto. Spenta la luce, anche il profumo è svanito e il serpente tentatore rimane imprigionato nella mela, vittima delle sue stesse illusorie menzogne.

 La Tentazione è un esempio di BioArt e si può definire una scultura sensoriale olfattiva, dove il messaggio che l’opera intende comunicare allo spettatore che interagisce con essa passa anche attraverso la percezione di un profumo, promessa di una delizia del palato che, però, si rivela essere solo un’illusione.

 

 

 

M. GALLORINI, La Tentazione, 2003, Marmo bianco di Carrara (cava Michelangelo), cm 8x8. e basamento in legno di melo

.

  .

Top