Teatro Olografico Sinestesico

 

Casella di testo: VIDEO >>>

 

Anche nell’epoca presente l’arte è teatro per i cambiamenti cognitivi e sociali e lo è ancor di più se si integra con la scienza, per un giusto equilibrio tra estetica e dottrina, tra bello e vero, tra visivo e cognitivo. Un esempio emblematico di tale integrazione è costituito dal teatro olografico. Posto che osservare un oggetto o un evento non significa necessariamente trovarselo di fronte in forma fisica né guardarlo solo con gli occhi, si può affermare che l'olografia – rappresentazione fotografica del tutto – dà vita ad una nuova concezione noetica e superando i limiti dello spazio e del tempo rende l'osservazione di un oggetto o di un evento un'esperienza emozionale che si fa conoscitiva. Le emozioni prendono forma e acquistano una nuova dimensione, libere dai condizionamenti del divenire, in equilibrio tra memoria e futuro e facilmente comprensibili.
 

 

       Sezione teatro durante il montaggio                                  Rocce e terreno reali, astronave, luci, pianeti olografici

 

L’olografia da visione si fa concetto e rivoluziona le regole della comunicazione e della fruizione, in uno spiazzante gioco percettivo, un’esperienza forte e allo stesso tempo semplice; essa è, nell’era della comunicazione globale, la nuova frontiera del comunicare, l’innovazione che tra passato e presente dà forma al messaggio. Non più solo caratteri, suoni o immagini, ma forme tridimensionali che si materializzano in rivoluzionari schermi/teatri 3D e possono viaggiare on-line in ogni parte del mondo. Grazie alle nuove tecnologie la comunicazione da piatta si fa dinamica e acquista una dimensione comunicativa multisensoriale-sinestesica in cui si fondono reale e virtuale.

Realizzare una rappresentazione in un teatro olografico significa conferire a questa forma artistica una nuova dimensione, dove i contenuti si rendono più facilmente accessibili alla collettività e valicano facilmente le barriere culturali, in quanto immediatamente comprensibili a tutti, al di là della provenienza o della cultura, determinando così un nuovo assetto cognitivo che si ripercuote positivamente a livello sociale. Le forme della realizzazione olografica sono molteplici, si va dai teatri ottici con presenza di soli
personaggi, alla realizzazione fantastica con abbinate animazioni in computer grafics e/o avatar pensanti come nelle installazioni interattive, sempre sfruttando le migliori tecnologie ottiche e informatiche, la cui evoluzione è ormai inarrestabile.

Né il campo artistico è il solo in cui l’olografia sinestesica trovi spazio e applicazione. Essa, infatti, è tecnologia che sottende un pensiero con finalità di comunicazione e anche di informazione, coinvolgendo così tutti in ogni senso (percettivo). Comunicare olograficamente significa diffondere un nuovo modo di pensare, dove il confine tra reale e virtuale è segnato dalla conoscenza e non dalla visione, dove la verità contingente è al centro di un’evoluzione sensoriale e noseologica stimolata dalla tecnologia e dunque, in ultima analisi, dalla scienza…

 

GUARDA IL VIDEO

 

 

Note relative al progetto realizzato con la Regione Toscana e la Provincia di Arezzo, Assessorato alla Cultura, prof.ssa Emanuela Caroti; (Cantiere Andate e Ritorni, Pianeta GALILEO):

Una installazione Teatrale costituita da un diorama scenografico, nuove tecnologie ottiche e informatiche, schermi olografici e filmati, basata su "proiezioni virtuali di immagini reali" offre a tutte le scuole una grande gamma di possibili rappresentazioni, tutte inerenti il proprio curricolo, interamente basata sul fascino, la magia e l’emozione di "effetti ottici", frammenti di vita vissuta, schegge di un passato prossimo, intuizioni di un futuro che è già presente e si rende attuale grazie alle nuove tecnologie... All'interno dello spazio olografico si "materializzano" in forma tridimensionale oggetti, personaggi, aree geografiche, che si animano e interagiscono tra loro e con lo spettatore rendendo più agevole la comprensione di come nel nostro territorio si possa fare cultura, didattica, ricerca e sperimentazione grazie alle nuove tecnologie.
Stimolare la creatività con contenuti etici, parole d’ordine di tante iniziative che caratterizzano questo periodo, è pienamente declinata da questa iniziativa.
Assistere ad una rappresentazione olografica è un’esperienza forte e allo stesso tempo semplice . Il nostro senso più stimolato attualmente, la vista, percepisce e decodifica subito, grazie all’elaborazione mentale automatica, come prodigioso e assolutamente nuovo ciò che vede, immagini sorprendenti capaci di sorprendere tutti, indipendentemente dal tipo di scuola, dalla cultura, nazionalità, età, sesso…
Anche questa è intercultura e quando i contenuti, le immagini (ma anche suoni, profumi e il calore nelle versioni sinestesiche), sono in relazione alle nostre scuole, allora arte, scienza e tecnica si fondono per una nuova didattica…

Note relative alla presentazione del Teatro al Festival della Scienza di Genova:

... Il teatro olografico a fine ottobre è stato presentato al Festival della Scienza di Genova, con un progetto selezionato da Telecom-Progetto Italia per la loro rassegna espositiva dedicata agli effetti speciali cinematografici. Tra gli altri, a Genova ha visitato e apprezzato il Teatro Carlo Rambaldi, premio Oscar disegnatore di ET. Un parere positivo, il suo, di grande importanza e uno speciale biglietto da visita in vista della presentazione del Teatro stesso alla città di Arezzo, partendo dalle scuole, perché i ragazzi sono i primi destinatari di una nuova tecnologia, capace sempre di più di stupire e di dare forma ad una realtà visibile anche se non sempre tangibile...

Vista ingresso Padiglione Progetto Italia con uno

 studente ITIS Galileo Galilei

                         GALLERIA VIDEO OLOTHECHE/OLOGRAMMI

 

Top      Prodotti       scarica il pdf