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Metamorfosi

 

Metamorfosi è un’opera composita che si ispira alla favola di Pinocchio, in particolare alla scena, presente anche nella versione cinematografica di Roberto Benigni, in cui mastro Geppetto sbalza direttamente dal legno un burattino che è gia un bambino in carne ed ossa.

La metamorfosi è resa palpabile nell’opera proprio con il contatto umano: il cambiamento radicale dello stato della materia è rappresentato dall’equilibrato e graduale passaggio dal legno, ruvido e irregolare, alla pietra serena levigata che rimanda alla pelle vellutata di un bambino vero. Per completare la metamorfosi di una materia inerte che prende vita, il viso del novello Pinocchio emana calore ad una temperatura di circa 34 °C, come un vero volto umano e lo spettatore toccandolo può sentire che è caldo.

Metamorfosi è, dunque, una scultura sensoriale tattile interattiva e la sua completa fruizione si ha solamente con il contatto da parte dell’osservatore. Il tatto è molto importante ed è stato privilegiato tra i cinque sensi perché è presente anche in soggetti colpiti da handicap sensoriali di tipo visivo o uditivo che, così, possono accedere all’opera e fruirne pienamente. Metamorfosi mostra la realizzazione del sogno impossibile di Geppetto, che riesce a trasformare un materiale inerte come il legno in qualcosa di vivo e reale. In quest’opera si sublima il passaggio da una materia all’altra, dal legno alla pietra, e il cambiamento di natura della figura scolpita che da fredda e inanimata diventa viva e perciò dotata di un proprio calore endogeno. L’inganno della mente e dei sensi completa l’illusione che la metamorfosi sia realmente avvenuta e che si stia accarezzando non una statua, ma un volto vivo, un bambino che emerge dal legno, che ha preso vita dalle mani dell’artista e che si manifesta a chi interagisce con lui.

 

 

 

M. GALLORINI, Metamorfosi,

2003, Legno e pietra serena, cm. 143x22.

 

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