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Ma 'n do' vai 

L’opera intende inserire l’uomo del presente in un percorso di evoluzione antropologica e storica che dai secoli più remoti arriva fino ad oggi e fargli prendere coscienza di essere il prodotto di tale evoluzione, nipote e pronipote di antenati vecchi di migliaia di anni. L’opera si presenta come un disegno con un uomo che corre e nella sua corsa cambia d’abito, a seconda delle epoche che attraversa.

Una luce illumina le immagini in sequenza, da sinistra verso destra, con un ritmo che si fa sempre più veloce man mano che l’uomo si avvicina al presente. All’inizio lo spot illumina (per un tempo più lungo) un coevo di Cristo, poi un uomo medievale, uno del Rinascimento e uno del XX secolo, vestito come al giorno d’oggi. Oltre ai tempi di visione ridotti, nel progressivo avanzamento dall’inizio dell’era cristiana all’età contemporanea i tratti delle persone si fanno sempre meno definiti e l’uomo moderno è solo uno schizzo stilizzato.

Al termine di questa corsa lunga duemila anni l’immagine si ferma/si forma su qualcosa di indefinito e, a completare il percorso, alla fine appare proiettato L’urlo di Munch, grido sconvolto di un presente smarrito nonostante un cammino di millenni.

 

M. GALLORINI, A. ROGGI, Ma 'n do' Vai, 2005, Videoinstallazione, video-pittura, opera sensoriale interattiva; acrilico su tela, cm. 150x80.

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