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Kiss Me (Virtual Kiss)

 

Grazie alle nuove tecnologie, oggi osservare un quadro non è più soltanto un esercizio visivo, ma un’esperienza vissuta con tutti i sensi. Se la tecnologia entra in sinergia con la filosofia guardare un quadro può diventare perfino un’originale esperienza cognitiva. 

Quest’opera interattiva intende coinvolgere lo spettatore in un percorso conoscitivo che parta dai suoi sensi e finisca per illuminare il suo pensiero. La dimensione del sensibile e quella dell’intelligibile, infatti, sono in connessione e una scelta fatta a livello sensoriale è determinata da un’idea che abita la mente dell’uomo. La scelta emerge tra molteplici possibilità, guidate da pensieri differenti e talvolta contrastanti, tra i quali uno prevale sugli altri in maniera più o meno consapevole.

Lo spettatore entra all’interno di un box alle cui pareti sono appesi quattro quadri. In ogni quadro è ritratta una figura umana ed egli si trova di fronte un giovane, una giovane, un bambino e una persona anziana. Il visitatore osserva questi ritratti e sceglie una di queste persone avvicinandosi fino ad entrare nel raggio percettivo dell’opera sensoriale e/o a sfiorare la tela e/o a toccare la cornice del quadro stesso, munita di sensori.

Entrando in comunicazione col quadro prescelto, lo spettatore dà inizio ad un’esperienza multi-sensoriale di grande coinvolgimento. Non solo: in questo modo egli esercita la propria conoscenza noetica. La Nòesis è un colpo d’occhio, un’intuizione intellettiva immediata resa possibile dal noùs, “occhio mentale” che permette di vedere al di là del visibile. Nel box è presente una quinta cornice, vuota, all’interno della quale solo ora, si proietta una tela di luce col ritratto della persona che il visitatore ha scelto.

A questo punto lo spettatore si avvicina all’immagine e la tocca per baciare l’uomo, la donna o il bambino in un punto del viso a suo piacimento.

V. FIASCONARO, M. GALLORINI, Kiss Me (Virtual Kiss), 2005,

Tecnica mista, Videoinstallazione.

Nel fare questo egli “attraversa” la tela e viene investito da un fascio di luce, sente il calore del contatto fisico, lo “schiocco” del bacio appena dato e il profumo della persona baciata. È giunto adesso il momento in cui “andando oltre” la tela di luce lo spettatore “vede” prendere forma davanti a sé il proprio pensiero, i propri sogni, quello che ha guidato la sua scelta iniziale facendogli preferire una persona piuttosto che un’altra. Per poter fare ciò, il volto virtuale è munito di un sistema, non visibile, di sensori a matrice che permette di capire dove è stato “posato” il bacio (labbra, fronte, guancia) e, a seconda del punto che il visitatore ha baciato, i sensori visualizzano i pensieri nascosti. Ciò è reso possibile dall’attivazione di un monitor al plasma (appeso all’interno della galleria buia antistante la tela di luce e fino a questo momento completamente nascosto alla rappresentazione vissuta) che raffigura la situazione collegata al tipo di bacio dato alla persona virtuale.

Ad esempio, se il visitatore bacia la figura sulla bocca vedrà illuminarsi un quadro che rappresenta l’amore passionale, con due amanti; se, invece, gli posa un bacio sulla fronte vedrà illuminarsi un quadro di grande tenerezza, con due genitori che tengono per mano un bimbo; se, infine, la figura viene baciata sulla guancia si illuminerà un quadro che ricorda una situazione di amicizia con persone che stanno assieme.

   

A. ROGGI, Quattro volti in cerca di un bacio, 2005, Acrilico su tela, cm. 40x50.

Si svela così il percorso della nòesis, caratterizzata da un’intelligenza filosofica che si dirige verso le idee e i valori e in virtù di essi ordina tutte le cose. Nel momento in cui lo spettatore sceglie la persona da baciare e le dona il proprio bacio non lo fa a caso, ma guidato da un’idea ben precisa, che può essere ricondotta, in generale, all’amore, specificato nelle sue differenti forme. L’amore, infatti, come sostenevano gli antichi Greci, è eros, desiderio di concupiscenza, è attrazione sessuale, ma l’amore è anche philìa, amicizia profonda e fraterna, fedele e sincera e, infine, l’amore è àgape, amore schilleriano che trabocca, amore divino che va al di là di ogni implicazione materiale e di ogni umana limitazione. L’amore, insomma, come sostiene Platone, ha dei gradi che lo elevano progressivamente dalla sfera sensoriale alla sfera noetica, cioè dal desiderio dei sensi all’Intelletto d’Amore. Tornando all’opera, l’occhio della mente quando si trova di fronte il ritratto vede già la scena finale e l’intuizione immediata va in direzione della scena alla quale attribuisce maggior valore, in base al tipo di amore che prova con più forza e che è suscitato in lui dalla figura prescelta.

Kiss Me TECNICAL

Kiss Me EXIBIT Kiss Me PRESS

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