"Un drone alla Pieve"

 

Monitoraggio tramite drone della torre campanaria della Pieve di Arezzo 

per individuare gli interventi di restauro volti a salvaguardarla

 

Progetto promosso e finanziato da Rotary Club Arezzo

con la collaborazione di ITIS Galileo Galilei di Arezzo

 

Il Rotary Club Arezzo si è preso a cuore la bellissima Pieve di Arezzo e le richieste di Don Alvaro Bardelli, suo parroco.

Prende il via così un progetto di salvaguardia e restauro nato sotto la presidenza di Giuliano Caloni e che sta proseguendo con il nuovo presidente Rotary Club Arezzo Massimo Gallorini, che si sta occupando in prima persona anche degli aspetti tecnici relativi alle riprese e alla strumentazione mobile e fissa, grazie anche alla collaborazione di ITIS Galileo Galilei di Arezzo e dei suoi studenti.

 

Dopo aver restaurato il fonte battesimale della chiesa, il progetto prosegue con un monitoraggio della torre campanaria tramite un modernissimo drone dotato di videocamera in grado di scattare foto in alta risoluzione, messo a punto nell'ambito di una tesina di quinta dallo studente Alessandro Gavagni.

 

 

Ogni lato della Pieve è stato fotografato con decine di immagini in alta risoluzione che poi sono state ricomposte per generare la facciata nel suo complesso (della ricostruzione si è occupato il Generale a riposo Maurizio Pampaloni, dell'Istituto Geografico Militare). Nella foto composizione originale è possibile zoomare fino a riconoscere particolari di 5mm!

 

Il check up ha messo subito in evidenza la necessità di un pronto intervento di restauro: la pietra serena di cui è fatta questa antica chiesa si sta sfaldando, rendendola sempre più inaccessibile a turisti e visitatori.

L'idea è quella di pianificare adesso un dettagliato progetto ed andare per tappe.

L'auspicio è quello di rendere la torre accessibile a tutti, esattamente come quella del Mangia a Siena.

 

 

 

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