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 Atlante

 

 

L’opera prende spunto dal mito classico di Atlante. La statua bronzea mostra Atlante che sostiene il mondo sulle sue spalle. Si tratta di una statua che, dal basso verso l’alto, si evolve dal figurativo al tecnologico-digitale: le gambe sono “reali”, fisiche, poi, man mano che si sale, diventa una ricostruzione in 3D con sezioni poligonali/triangolari, fino ad arrivare alle mani costituite da numeri, bit digitali. Il globo che regge sulle spalle è un embrione di mondo, che prende forma di fronte al visitatore secondo varie modalità possibili, ad esempio:

  • Olografia 3D: Atlante sostiene, aiutandosi con le mani, una piccola sfera, del diametro di circa 10 cm., in bronzo scuro, illuminata da una luce laser rossa con un suggestivo effetto rifrattivo. Quando viene dato il via alla proiezione olografica gli spettatori devono essere muniti degli appositi occhialini e… sopra la piccola sfera si forma la terra …

  • Videoproiezione anamorfica: sopra la statua di Atlante è presente, fluttuante, un globo semitrasparente realizzato con particolari polimeri tecnologici, questo è sostenuto in levitazione (da un sistema magnetico) a qualche cm. dalla schiena e dalle mani di Atlante con un effetto sorprendente (in alternativa la terra può essere  sostenuta con un sistema di levitazione pneumatica, con tre getti d’aria ben orientati). In questo caso la proiezione può essere sempre presente o venire attivata automaticamente dalla presenza di persone in sala, non sono necessari occhialini e/o altri dispositivi e la scultura può essere collocata in qualsiasi ambiente chiuso, compresi atri ed ingressi.

 

 

 

 

     

Nel momento in cui ha inizio la proiezione sopra la sfera Gaia, la terra viva, si anima e fra le mani di Atlante si crea un mondo virtuale stereoscopico o tridimensionale. Sulla sfera si proietta in diretta la reale visione della Terra via e da satellite e così la rappresentazione artistica prende forma in senso estremamente scientifico grazie alla tecnologia spaziale. Le dirette satellitari sul visibile possono alternarsi ad immagini multispettrali, a spettacolari zoomate su zone terrestri particolarmente significative e originare un videoclip all’interno del filmato principale, con immagini particolarmente significative dell’attività dell’ESA come il “battito vitale dell’Etna”…

Se agli inizi della storia le meraviglie dell’universo si raffiguravano in modo fantasioso, immaginandole come manifestazioni divine spesso personificate, in questa opera, grazie all'evolversi della tecnologia e delle conoscenze astronomiche, la rappresentazione artistica si coniuga all’attività scientifica in un esempio di Space Art che non si limita ad immaginare o a ricostruire elementi o paesaggi spaziali, ma proietta in tempo reale le vere immagini inviate dal satellite in una scultura semi-virtuale.  

 

 

M. GALLORINI, Atlante, 2005, Opera multimediale interattiva, sensore di presenza, proiettore olografico, scultura bronzea cm. 160x90.

Progetto da realizzare in collaborazione con ESA Frascati

 

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